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Mille Miglia

Scritto da michele il 8 gen 2011 in Canzoni, Covers, in italiano

Mille Miglia

versione italiana di One Too Many Mornings, di Bob Dylan, 1964

Per la strada un cane abbaia ed il giorno si fa scuro
E la notte buia scende come un’ombra sopra il muro
Il silenzio sbatte contro i suoni della mente
Dietro ancora un altro giorno e mille miglia di niente

Dagli incroci dei miei passi si offuscano i miei occhi
E penso ancora a quella stanza che ci abbracciava i pomeriggi
E guardo la strada le insegne ed i passanti
Dietro ancora un altro giorno e mille miglia di rimpianti

È un inquieto sentimento che non cerca il tuo consenso
Quando quello che io dico per te non ha più senso
Dalla tua parte tu hai ragione io invece dalla mia
Dietro ancora un altro giorno e mille miglia sulla via.

 
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E’ tardi

Scritto da michele il 5 dic 2010 in Canzoni, in italiano

E’  tardi

(marzo 2005)

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Chitarra elettrica: Omar Ferlini

Capotasto al II tasto (La maggiore)

Sol Do Sol
La serata finiva stancamente un maggio strano
Sol Do Sol
Passato senza lasciare una canzone
Do Sol
Gli offrirono una paglia disse non fumo
Re Do Sol
Ma guarda che strana situazione

Notte di fari che allungano le ombre
Notte senza bottiglia né sbadiglio
Notte senza adii né risposte
Notte da contare ogni sbaglio

Ma sei il bar ti chiude sulla schiena
E la strada è di un cane che ti guarda strano
Forse sei solo uno straniero che si è perso
È a casa e né così lontano

Cosa serve un rosario di stelle nelle notti
Che non hai nemmeno voglia di pregare
Si getta un pensiero fra i passi
Ma si può soltanto camminare

Do Sol
Scrisse una lettera da non spedire
Re Do Sol
È tardi per dirti quello che ho da dire
Ma lascio questa casa e questo viale
Non credo che ci sia scelta migliore

E tutti dicevano sei in ballo devi ballare
Ma come si fa senza musica né voglia
Tanto vale andare un po’ più avanti
L’unico sbaglio è volersi riposare

E la notte non è una coperta
Serve per cercarsi nelle tasche ancora un po’
Ma tirava fuori solo una canzone
Billy, you’re so far away from home.

 
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Quando cambia il tempo

Scritto da michele il 20 nov 2010 in Canzoni, in italiano

Quando cambia il tempo

(marzo 2008)

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Voce e chitarra: me stesso
Seconda voce: Giuliana Balzano

(capotasto al II° tasto, La maggiore)

Sol Do Sol
Forse troverò il guado allo scorrere del tempo
Re Do
Per adesso risalgo la riva verso la sorgente
Re Do Sol
Del fiume che mi ha di nascosto portato a valle
Do Sol
Nel lungo cammino sui sassi delle sponde
Do Sol
Ogni tanto ripenso ai quadri che ho visto
Re Do Sol
E ancora ricordo così tante sale dopo.

Come vedi mi nascondo dietro qualche tipo di barba
Ma ho ancora il coraggio di cantare canzoni diverse
Come vedi ho paura a rischiare parole per te
E non tengo più il conto delle ore perse
Come vedi è bello anche seduti su una panchina
A raccontarci il nulla che ci tiene tranquilli

Come sai non sono cambiato molto da allora
Ma cerco le viste dall’alto e le salite
Così mi sono costruito questo cielo di carta di vetro
E non ho più paura dei rumori che questa casa fa di notte
Ma quando cambia il tempo non riesco mai a dormire
E non capisco mai se ci sei ancora.

 
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Controluce

Scritto da michele il 3 nov 2010 in Canzoni, in italiano

Controluce

(dicembre 2008)
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Sib                              La2
Il vetro era scuro, l’alba era fredda
Sib                              La2
Tre uomini in giacca, l’aria era ferma
Do7+                          Fa
Non lessero nemmeno i capi d’accusa
Re                                           Sol
Avrei chiesto pietà senza chiedere scusa
Do                              Mim
Frugarono i cassetti di casa mia
Lam                                        Sol
E tra sguardi fissi mi portarono via

Il tribunale sudava fumo e verbali
Montagne di libri e di atti ufficiali
Traccerà il confine fra torto e ragione
Scovare fra le ombre un’assoluzione
Porte, soffitte, polvere, scale
Crepe da cui vederti tornare

La strada, l’ufficio, passi di rabbia
Dalla finestra non vedo che nebbia
Il mio letto ormai non mi fa riposare
Sono troppe le mani da cui devo scappare
E buonanotte, mia notte, notte per notte
Notte dopo notte, dopo notte, dopo notte

La fine davvero non l’aspettavo
Uomini più alti, il mio passo affrettato
La città di schiena, diversa d’aspetto
Il guaito d’un cane e un colpo nel petto

 
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Maledetto sia Copernico!

Scritto da michele il 14 ott 2010 in Canzoni, in italiano

Maledetto sia Copernico!

(marzo 2006)

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Voce e chitarra: me stesso
Fisarmonica: Daniela Pelizzaro

Lam Mi
Un tempo avevamo punti fissi
Lam Mi
E tutto ci girava attorno
Lam Mi
Lo spazio non aveva abissi
Lam Mi
Immobile, al centro, il nostro mondo
Rem Sol7
Il punto fermo eravamo noi
Rem Sol7
Tutto il resto di conseguenza
Fa Mi
Il principio e i padroni sempre noi
Fa Mi
Ma poi, dannata conoscenza!
Lam Mi
Maledetto sia Copernico
Lam Fa Mi Lam
Maledetto sia Copernico!

Sapevamo dov’era il paradiso
E lo spazio era solo una risposta
Eravamo saldi in un punto preciso
E non su questa specie di giostra
Il regno di Dio fra le stelle fisse
Non ci aspettavamo che finisse
Non sappiamo mai nemmeno dove siamo
Da quando abbiam scoperto che giriamo
Maledetto sia Copernico
Maledetto sia Copernico!

Un tempo avevamo una terra immensa
Da lottare per conquistare
Un universo cui mostrare potenza
E giganti da massacrare
Guardaci ora ridotti a formiche
Sotto mille bandiere tutte nemiche
A uccidersi per un’aia da spartire
Giusto mezz’ora prima di morire
Maledetto sia Copernico
Maledetto sia Copernico!

Ora che siamo minuscoli e mobili
A cosa valgono le nostre pretese
I nostri amori e i sentimenti nobili
La nostra rabbia e le nostre contese?
Non so più perché continuiamo
Visto il pulviscolo che siamo
Non so già se sia distrazione
Orgoglio o disperazione.
Maledetto sia Copernico
Maledetto sia Copernico!

 
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Incubo

Scritto da michele il 25 ago 2010 in Canzoni, in italiano

Incubo
(agosto 2003)

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Sib                  Lam
Ieri sera ho fatto un incubo
Sib                  Lam
C’era un mucchio di gente
Sib                  Lam
Mi urlavano sei un grande
Sib                  Lam
Tirandomi addosso verdura
Sib                  Rem
Ed io scappavo lontano
Fa                    Sol
E loro mi correvano dietro
Do                      Mim    Do       Mim
E quando non avevo ormai più fiato
Fa                                     Mi                   Lam
Mi han detto: canta una canzone

Un gruppo di idealisti
Mi ha detto che ero materialista
Un gruppo di materialisti
Mi ha detto che ero idealista
Ed io gridavo: Cristo, no,
non sono moderato!
E quando piangevo mi han detto
Non sei un moderato: sei un coglione

Poi mi è apparso Dio
E mi ha detto che era tutto uno scherzo
Una penitenza che doveva pagare
Quando perse ai quattro cantoni
Ma deviò le pene su me
Che dopotutto sono suo figlio
Io gli ho chiesto: ti sembra giusto?
Lui mi ha chiesto: ti sembro giusto?

Riempire fogli su fogli
Era la mia occupazione
Ma restarci sopra ogni giorno
Non era né vita né sogno
Mi gridavano agli oreccho
Mi si torcevano addosso
Lasciatemi in pace, rivoglio la pace
Mi han detto: non ti piacerà

Mi han detto che l’uomo è nulla
Se non ha le sue emozioni
Io ero come un automa
E suonavo in un pianobar
Mi hanno licenziato
Perché non sapevo verniciare
Io ho chiesto: cosa c’entra?
E mi han detto: tu non c’entri comunque

Ho bussato con cortesia
Alla porta della mia bella
Lei mi ha aperto stupita
Non pensava di trovarmi lì
Così mi ha offerto l’acido
E l’ho bevuto con piacere
Mi ha guardato sciogliermi lì
E poi ha pulito la sedia

 
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La nebbia

Scritto da michele il 23 giu 2010 in Canzoni, in italiano

La nebbia

(novembre 2005)

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La nebbia - MasterSilver88

Re       La11          Re7+ La11
Tu che passi da queste parti
Re                   La11    Re
Non pensare alla nebbia
Re       La11          Re7+ La11
Non pensare che copra tutto
Re                   La11    Re
E non avere paura
Sol                              Sim
Noi che qui dentro ci abitiamo
La                   Re
Sappiamo cosa c’è sotto
Solm                           Re
Noi che la mangiamo ogni giorno
Sol                      La11
La sappiamo a memoria

E non credere che sia nuova
Ne abbiamo viste di peggio
E non dire che non ci si vede
Qui non ci si vede mai
Noi che qui dentro ci abitiamo
Sappiamo leggerci in mezzo
Noi la portiamo sul volto
Come una vecchia ferita

Tu che passi da queste parti
Non dire che non vedi le stelle
Non c’è bisogno di vederle
E le stelle non servono a nulla
Ma noi che qui dentro ci abitiamo
Sappiamo lo stesso dove sono
Abbiamo pian piano imparato
A bucare il grigio col dito
Solm                           Re
Abbiamo pian piano imparato
Sol                      Re               La11               Re
A bucare il grigio col dito

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