…
Benvenuta generazione senza futuro
(ma che vantaggio non doversene preoccupare)
mai partita al fronte
mai scappata dai lacrimogeni
mai iscritta ad un concorso pubblico.
Benvenuta: tuo sarà il regno
tua la potenza
ma niente gloria dei secoli.
Ti ciberai di bacche
ma non saprai andare a caccia
costruire capanne
e difenderti dagli animali feroci.
Benvenuta generazione senza futuro
che erediterà la terra
e non saprà che farsene.
[2007]
…
Dalla mia camera rivolta a sud
guardo le nuvole
ferirmi di sguincio
cercando il nord-ovest.
Pioverà a Ferrara
sul Palazzo dei Diamanti
su Piazza Ariostea.
Io con pazienza
aspetto l’autunno
e nuvole mie.
[2007]
…
Gli autogrill di notte sono fatti
per i cantanti metal
che succhiano alla notte
buio e rustichelle
con macchine ricolme di strumenti
molto elettrici
e ti guardano come cristi boriosi
fra chiodi e sudore
ordinare il caffè.
Io lo bevo un po’ timoroso
e gli lascio la notte, che è loro.
Guiderò piano fino a casa.
Cuius regio, eius et religio
sani princìpi che non scordo mai.
Li lascio officiare, senza invidia.
[2009]
Esercizio di Stile 2009
Ogni anno io e il buon Enrico (http://eljerroz.wordpress.com) facciamo un giochetto: ognuno deve lavorare su una poesia dell’altro, secondo regole prestabilite. Il gioco è molto divertente, e poi ci si scambia la roba come pusher di strada. I risultati non sono sempre eccellenti, ma non importa, perché il bello è che si scherza, e si lascia manipolare la propria opera. Niente è più sacro, così, e ci si guarda allo specchio. Ma mica allo specchio del bagno, semmai a quello delle giostre, che ti deforma e ti sussurra che chi lo sa se è giusto quello che dice lo specchio del bagno o quello che dice lui.
Nel 2009, il gioco era che ognuno diceva qualcosa di suo alla maniera dell’altro. Prima la sua, poi la mia.
L’UNA
Gli alieni fanno le cose per bene
perché piegare il grano a cerchi
che sia visibile dal cavalcavia della TAV
è da gente accorta e con un futuro
nel ramo pubblicitario.
Ecco che accorrono i curiosi
e i fedeli in sciarpa gialla
si tengono per mano e pregano
qualche stellare dio contadino
che marchia i campi con palle e righe,
come a segnare il divieto di sosta
o un diritto di precedenza.
La sacerdotessa si rivolge al Beppe
con fare da pacifista spaziale:
lui dovrebbe e non ride, all’erta
per una possibile vendita, per vedere
dove sta la fregatura. E così può anche
andare in pensione, ma mai abbassare la guardia
di fronte agli adoratori di marziani.
chi ha visto la luce dall’alto
o era steso ubriaco e fissava il soffitto
o l’ha confusa con gli anabbaglianti
dei ragazzini, divertiti nel leggere i quotidiani locali
il giorno successivo. Al sindaco neoeletto
il compito istituzionale di rispondere e tacere,
di non mandare i giornalisti ‘a far delle pugnette
alla rovescia’, come recita l’adagio.
si progettava di aprire, se non un bed&breakfast,
almeno un bar con ghiaccioli a 5 euro,
perché pregare rende assetati e il sole di giugno aiuta.
Invece il proprietario del campo batte
perché ormai era il tempo e non si aspetta
il consenso di qualche E.T.: la prossima volta
che mandano un messaggio, siano concisi
e facciano stare tutto in 160 caratteri.
L’ALTRA
Non ho nulla da insegnare
a chi è più giovane di me
giusto tre date
mandate a memoria
e quattro cose che mi danno
quattro diversi colpi
in zone cerebrali che non saprei indicare
-se dio vuole ne farò un mestiere-
A Cristina di là dal muro
un giorno spiegherò
perché è giusto dire grazie
e meglio ancora dire niente.
Mi guarderà come un pazzo
come si guarda quel cane
che salta nel cerchio in cambio d’un osso.
L’è fat a la su manéra
quando mi parlano dietro,
perché a separarmi dal cannibale
è solo l’asse diacronico.
Esercizio di Stile 2007
Nel 2007 io deformai questa poesia di Enrico:
LARGO DO CHADO
al caffè A Brasileira
una bambina bionda parla a Pessoa:
lo saluta, batte la manina
sulla sua (metallica) per rassicurarlo,
raccomandarsi – matjuska per una statua.
io e Marco al bancone beviamo
ginja per il Fado mancato
nei pressi di Travessa de Queimada, in strade
strette da graffiti pericolanti,
negozi minimalisti
di scarpe adidas e borse eastpack
col murales puntiforme e il garage pericolante
come scenario.
E il risultato dello scempio fu questo:
ESERCIZIO DI STILE ALLA PORTOGHESE
A Lisbona due turisti
guardano in una vetrina
oggetti che potrebbero
benissimo trovare
al centro commerciale
4 Venti a Curtatone
Ma a Curtatone non ci sono
statue di Pessoa, ginja da bere
travessa de Queimada
Questo, non il pollice
distingue l’uomo dalla scimmia:
trovare sensi diversi
in identici dipinti
cambiando solo la cornice
…
Siccome mi sono sempre dimostrato gentile e ospitale nei tuoi confronti
e tenendo conto che in vita mia non ho mai fatto nulla disinteressatamente
sorvolando pure sul fatto che mi attrai parecchio e che forse sto per iniziare ad amarti
considerando che mi ringrazi sempre ma forse ti sfugge il perché del mio atteggiarmi educatamente
ecco, non è certo mia intenzione chiederti di darmela
ma visti questi dati a buon diritto credo che tu dovresti
Concedermela.
[2004]

